È una bella cicerchiata

È una bella cicerchiata. Cosa vuol dire? Me la sono inventata questa piccola metafora culinaria in questi giorni, osservando il dolce tipico di Carnevale diffuso nelle Marche, Abruzzo e Molise. Questo dolce dal nome tanto tenero e allegro allo stesso tempo, in tema col suo aspetto, sapore e atmosfera gioiosa che sa di festa. Gli italiani sono dei gran consumatori di metafore come di pietanze genuine che colorano e danno un sapore inconfondibile e autentico all’esistenza. Logicamente tante metafore derivano dal linguaggio culinario, sottolineando lo stretto legame che c’è tra l’uomo e la buona cucina.

Quella festa antica e mobile, Carnevale in sé mi sembra una bella metafora da tenere presente nella vita, da considerare la stessa come “una festa mobile” della quale possiamo creare l’atmosfera festosa in ogni momento se vogliamo.
Che qualcosa sia “una bella cicerchiata” potrebbe dire – attraverso la comunicazione subliminale delle metafore – “che qualcosa sia particolarmente dolce, festoso, colorato e allegro tutto insieme”. In questo caso stiamo sublimando poi un dolce e delle sensazioni già in sé sublimi.

Tutto che serve per una cicerchiata fatta in casa è farina, scorza di limone, uova, miele e zucchero, olio per friggere… e tanta allegria e amore. Per la frittura preferisco utlizzare un’olio extra vergine d’oliva anziché il frequentemente usato olio di arachidi. Certo dev’essere poco fruttato, per esempio il  cultivar ligure taggiasca .

 

 

Ingredienti

180g farina 00 ca.
2 uova
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai liquore all’anice (oppure all’arancia)
scorza grattugiata di 3/4 limone
2 cucchiai olio extra vergine d’oliva leggero
3-4 cucchiai miele millefiori o acacia
40g zucchero
2-3 cucchiai cacao in polvere
olio extra vergine d’oliva leggero per friggere q.b.
Metodo
1. Unire in una ciotola la farina, uova, s cucchiai di zucchero, l’olio di semi di girasole, la scorza grattugiata e il liquore e impastare bene il tutto in una morbida palla. La palla dovrebbe diventare maneggiabile e non troppo rigida. Regolarsi con la quantità di farina in proporzione alla grandezza delle uova.
2. Formare delle piccole palline e friggere un po’ per volta nell’olio caldo finché non siano dorate e croccanti (tenere presente che durante la cottura si gonfieranno). Passare di seguito le palline con un mestolo rete su carta assorbente e far sgocciolare l’olio.
3. Riscaldare un tegame e versare dentro il cacao, zucchero e miele e sciogliere bene insieme il tutto. Spegnere il fuoco e passare dentro i gnocchetti e mescolare bene con la glassa. Servire.
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